«Litighiamo sempre per le stesse cose»
I piatti nel lavandino, i soldi, i suoceri, il telefono a tavola. L'argomento cambia poco, e soprattutto non cambia il copione: uno attacca, l'altro si difende, il tono sale, poi qualcuno chiude la porta. Il giorno dopo si fa finta di niente, finché il copione riparte.
Molte coppie si chiedono se litigare così tanto sia il segnale che qualcosa si è rotto. La risposta della ricerca è sorprendente: anche le coppie che restano insieme e stanno bene litigano. A distinguerle è soprattutto il modo in cui litigano e, ancora di più, il modo in cui si ritrovano dopo.
«Nelle coppie stabili, durante il conflitto, i momenti positivi superano quelli negativi di circa cinque a uno.»
— Sintesi da John M. Gottman, What Predicts Divorce?, 1994Il laboratorio delle coppie
Dagli anni Settanta lo psicologo statunitense John Gottman, insieme a Robert Levenson e altri colleghi, ha osservato centinaia di coppie mentre discutevano di un tema di disaccordo. Registravano parole, espressioni del volto, tono di voce e reazioni fisiologiche come il battito cardiaco. Poi seguivano le stesse coppie per anni, in alcuni studi per oltre un decennio, per vedere quali restavano insieme e come stavano.
Da questo lavoro sono emersi quattro schemi di comunicazione che, quando diventano abituali, si associano a una maggiore insoddisfazione e a un rischio più alto di separazione. Gottman li ha chiamati, con un'immagine volutamente drammatica, i quattro cavalieri dell'Apocalisse.
I quattro cavalieri
Critica
Non «mi ha dato fastidio che…», ma «tu sei sempre…». Si passa dal lamentarsi di un comportamento all'attaccare la persona.
Disprezzo
Sarcasmo, sguardi al cielo, prese in giro, tono di superiorità. Per Gottman è il segnale più corrosivo: comunica «valgo più di te».
Difensività
Rispondere a ogni lamentela con una giustificazione o un contrattacco: «non è colpa mia», «e allora tu?». L'altro non si sente ascoltato.
Ostruzionismo
Ritirarsi dalla conversazione: silenzio, sguardo altrove, uscire dalla stanza. Spesso arriva quando ci si sente sopraffatti e il corpo è in allarme.
Per ogni cavaliere, un antidoto
La parte più utile del lavoro di Gottman non è l'elenco dei rischi, ma ciò che le coppie più solide fanno di diverso.
- Al posto della critica, un avvio morbido. Parlare di sé e di un fatto preciso: «Mi sento sola quando la sera stai al telefono. Mi piacerebbe che cenassimo insieme.»
- Al posto del disprezzo, l'apprezzamento. Coltivare ogni giorno l'abitudine di notare e dire ciò che si stima dell'altro. Non come tecnica, ma come attenzione.
- Al posto della difensività, una parte di responsabilità. Anche piccola: «Hai ragione, avrei potuto avvisarti.» Abbassa la tensione più di qualunque giustificazione.
- Al posto dell'ostruzionismo, una pausa vera. Dire che si ha bisogno di fermarsi, prendersi almeno una ventina di minuti per calmarsi, facendo altro, e poi tornare a parlarne.
Le piccole offerte di connessione
C'è un altro risultato di Gottman che amo citare, perché sposta l'attenzione dal conflitto alla vita di tutti i giorni. Nelle interazioni quotidiane i partner si fanno continuamente piccole offerte di connessione: un commento su una notizia, una battuta, un «guarda che bel tramonto». L'altro può rivolgersi verso l'offerta, ignorarla o respingerla.
In uno studio su coppie di neo-sposi, Driver e Gottman (2004) hanno osservato che le coppie che nella vita quotidiana rispondevano più spesso a queste offerte mostravano più umorismo e affetto anche durante i conflitti. Il modo in cui si litiga, insomma, si prepara molto prima del litigio: nelle piccole cose condivise o lasciate cadere.
Cosa la ricerca non dice
Sui media si legge spesso che Gottman saprebbe «prevedere il divorzio con il 90% di accuratezza». È una semplificazione da prendere con cautela. Gli psicologi Heyman e Slep (2001) hanno mostrato che previsioni di questo tipo, se non vengono verificate su un campione diverso da quello su cui sono state costruite, perdono molta della loro precisione. Su eventi relativamente rari come la separazione, anche un buon modello finisce per segnalare come «a rischio» molte coppie che poi restano insieme.
Il messaggio corretto quindi non è «se c'è disprezzo, è finita». È che questi quattro schemi sono segnali utili da riconoscere e su cui si può lavorare. Non sono una sentenza.
4 passi da provare da domani
Riconosci il tuo cavaliere
Ognuno ha il suo preferito. Chiediti con onestà quale usi tu più spesso, prima di cercare quello dell'altro.
Trasforma l'accusa in richiesta
Al posto di «tu non mi ascolti mai», prova con: cosa è successo, cosa hai provato, cosa ti servirebbe. Una richiesta si può accogliere; un'accusa si può solo respingere.
Fermati quando il corpo si accende
Cuore accelerato, caldo, pensieri a raffica: in quello stato è difficile ascoltare. Proponi una pausa con un orario per riprendere, così non suona come una fuga.
Rispondi alle piccole offerte
Alza gli occhi dal telefono quando l'altro ti racconta qualcosa. Sembra poco, ma è lì che si accumula la fiducia che servirà nei momenti difficili.
Si può lavorare sulla coppia anche da soli?
Sì, ed è più frequente di quanto si pensi. Una relazione è una danza a due: quando uno dei due cambia passo, anche l'altro si trova a muoversi diversamente. Nei miei colloqui, che sono individuali, lavoriamo su come stai tu nella relazione, sui copioni che si ripetono e su ciò che ti serve, usando tra gli altri strumenti dell'Analisi Transazionale e della Gestalt.
Trovi come lavoro nella pagina sulle relazioni e la coppia. Se ti riconosci in un legame in cui l'altro diventa il centro di tutto, leggi anche l'approfondimento sulla dipendenza affettiva.
Dipendenza affettiva; La finestra di Johari; Primo colloquio: cosa dire, cosa aspettarsi; Solitudine all'estero.
Domande frequenti sulla crisi di coppia
Sono quattro schemi di comunicazione che John Gottman ha associato a una maggiore insoddisfazione e a un rischio più alto di separazione: critica, disprezzo, difensività e ostruzionismo, cioè il ritirarsi dalla conversazione.
Nelle ricerche di Gottman il disprezzo è indicato come lo schema più corrosivo, perché comunica superiorità e svalutazione dell'altro. È però un segnale su cui si può lavorare, non una sentenza sulla relazione.
Il conflitto fa parte di ogni relazione, anche di quelle stabili e soddisfacenti. Più della frequenza contano il modo in cui si litiga e la capacità di riavvicinarsi dopo.
Sì. Lavorare su come si sta nella relazione, sulle proprie reazioni e sui propri bisogni cambia anche il modo in cui la coppia interagisce. I miei colloqui sono individuali.
Quando gli stessi conflitti si ripetono senza via d'uscita, quando prevalgono disprezzo o silenzi prolungati, o quando stai male nella relazione e non sai cosa vuoi. In presenza di violenza o paura, chiama il 1522 o, in caso di pericolo, il 112.
Riferimenti
bibliografici
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Gottman, J. M. (1994). What Predicts Divorce? The Relationship Between Marital Processes and Marital Outcomes. Lawrence Erlbaum Associates, Hillsdale (NJ). — Il testo in cui Gottman descrive i quattro schemi e il rapporto tra interazioni positive e negative.
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Gottman, J. M., & Levenson, R. W. (2000). The timing of divorce: Predicting when a couple will divorce over a 14-year period. Journal of Marriage and Family, 62(3), 737–745. — Lo studio longitudinale su quattordici anni.
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Gottman, J. M., Coan, J., Carrère, S., & Swanson, C. (1998). Predicting marital happiness and stability from newlywed interactions. Journal of Marriage and the Family, 60(1), 5–22. — Le interazioni dei neo-sposi e la stabilità della coppia.
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Carrère, S., & Gottman, J. M. (1999). Predicting divorce among newlyweds from the first three minutes of a marital conflict discussion. Family Process, 38(3), 293–301. — L'importanza di come inizia una discussione.
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Driver, J. L., & Gottman, J. M. (2004). Daily marital interactions and positive affect during marital conflict among newlywed couples. Family Process, 43(3), 301–314. — Le offerte di connessione quotidiane.
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Gottman, J. M., & Silver, N. (1999). The Seven Principles for Making Marriage Work. Crown, New York (trad. it. Intelligenza emotiva per la coppia, Rizzoli). — La versione divulgativa, con gli antidoti ai quattro schemi.
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Heyman, R. E., & Slep, A. M. S. (2001). The hazards of predicting divorce without crossvalidation. Journal of Marriage and Family, 63(2), 473–479. — Perché le previsioni di separazione vanno lette con cautela.