Troppa scelta, nessun criterio
Cercare «psicologo online» oggi restituisce migliaia di risultati. Piattaforme che abbinano automaticamente, elenchi con centinaia di profili, professionisti con siti e pagine social. A volte si sceglie il primo nome, a volte si rimanda per settimane perché non si sa da dove partire.
Scegliere uno psicologo non è come scegliere un prodotto, ma qualche criterio chiaro aiuta. Alcuni sono requisiti, da verificare in due minuti. Altri riguardano la relazione, e si capiscono solo incontrandosi. Entrambi contano.
«Ogni vita vera è incontro.»
— Martin Buber, Io e tu, 1923Primo controllo: è iscritto all'Albo?
In Italia la professione di psicologo è regolata dalla Legge 56/1989. Per esercitarla servono la laurea in psicologia, il tirocinio, l'esame di Stato e l'iscrizione all'Albo dell'Ordine regionale. Solo uno psicologo iscritto può svolgere attività di prevenzione, valutazione e sostegno psicologico alla persona.
Verificarlo è semplice. Un professionista serio indica l'Ordine e il numero di iscrizione (io, per esempio, sono iscritto all'Albo della Lombardia con il n. 27664). Puoi controllare il nome nell'elenco degli iscritti sul sito del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi (psy.it) o su quello dell'Ordine regionale. Se il titolo non è chiaro, chiedilo: è una domanda del tutto normale.
Conta più la persona che la tecnica
Uno dei risultati più solidi della ricerca sui percorsi psicologici è anche uno dei meno intuitivi. Quando si confrontano approcci diversi, purché seri e strutturati, le differenze nei risultati tendono a essere piccole. Pesano di più i cosiddetti fattori comuni: la qualità della relazione, l'empatia, l'accordo sugli obiettivi, le aspettative condivise (Wampold, 2015; Wampold e Imel, 2015).
C'è di più: le differenze tra un professionista e l'altro, a parità di metodo, possono pesare più delle differenze tra metodi. In altre parole, «quale approccio?» è una domanda meno importante di «con questa persona riesco a lavorare?». La sintesi della task force dell'American Psychological Association curata da Norcross e Lambert (2018) arriva a una conclusione simile: la relazione è un ingrediente attivo, non un contorno.
Questo non significa che la formazione non conti. Significa che, verificati i requisiti, il criterio decisivo è spesso la sensazione di sentirsi compresi e presi sul serio. Anche le tue preferenze contano: tenerne conto si associa a meno interruzioni del percorso (Swift e colleghi, 2018).
I quattro criteri per scegliere
Titolo e iscrizione
Psicologo iscritto all'Albo, con numero verificabile. È il requisito di base, non negoziabile.
Esperienza sul tuo tema
Ansia, coppia, lavoro, trasferimento all'estero: un professionista che conosce il tuo terreno fa domande più mirate.
Chiarezza
Ti spiega come lavora, con quale frequenza, come tutela la riservatezza e come si decide quando concludere. Senza vaghezze.
Fiducia
Dopo i primi incontri ti senti ascoltato, rispettato, libero di dire anche ciò che non funziona. È il criterio che la ricerca premia di più.
Gestalt, cognitivo, sistemico: devo scegliere un approccio?
Gli psicologi si formano in approcci diversi: cognitivo-comportamentale, psicodinamico, sistemico, umanistico, Gestalt e altri. Ognuno ha un linguaggio e degli strumenti propri. Non serve conoscerli tutti: basta chiedere al professionista come lavora in concreto e capire se quel modo ti sembra adatto a te. Alcune persone preferiscono un lavoro più strutturato, con esercizi; altre uno spazio più aperto per esplorare.
Io lavoro con strumenti della Gestalt, dell'Analisi Transazionale, della Bioenergetica, della mindfulness e del coaching, e li scelgo in base alla persona. Trovi formazione e approccio nella pagina chi sono.
Piattaforma o professionista diretto?
Online le strade principali sono due. Le piattaforme abbinano la persona a uno psicologo sulla base di un questionario: è comodo se non sai da dove partire. Scegliere un professionista direttamente ti permette invece di sapere fin dall'inizio con chi parlerai, leggerne il percorso e il modo di lavorare. Sono entrambe scelte legittime: in ogni caso valgono gli stessi criteri.
Per l'online aggiungi qualche domanda: quale piattaforma di videochiamata usa, se i colloqui vengono registrati, cosa succede se cade la connessione. Se ti chiedi se un colloquio a distanza funzioni come uno in studio, ho raccolto le prove disponibili in Lo psicologo online funziona?.
Una checklist in 4 passi
Parti dal tema
Cerca professionisti che si occupano di ciò che ti pesa adesso. Due o tre nomi sono sufficienti: troppe opzioni paralizzano.
Verifica il titolo
Controlla iscrizione all'Albo e numero. Leggi come descrive il proprio lavoro: ti suona chiaro e rispettoso?
Fai un primo contatto
Una call conoscitiva o un primo colloquio servono a farti un'idea. Porta le tue domande: ho preparato una guida su cosa dire al primo colloquio.
Fai il punto dopo i primi incontri
Dopo qualche colloquio chiediti se ti senti compreso e se state lavorando su ciò che ti interessa. Se no, parlarne è il primo passo; cambiare professionista è comunque legittimo.
Primo colloquio: cosa dire, cosa aspettarsi; Lo psicologo online funziona?; Crisi di coppia: i 4 segnali di Gottman.
Domande sulla scelta dello psicologo
Lo psicologo è laureato in psicologia, ha superato l'esame di Stato ed è iscritto all'Albo: si occupa di prevenzione, valutazione e sostegno psicologico. Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che ha frequentato in più una scuola di specializzazione almeno quadriennale (Legge 56/1989, art. 3). Io sono psicologo, non psicoterapeuta: se emerge un bisogno di quel tipo te lo dico e ti indico il professionista più adatto.
Chiedi l'Ordine regionale e il numero di iscrizione, poi cerca il nome nell'elenco degli iscritti sul sito del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi (psy.it) o dell'Ordine regionale.
No. Sono professioni diverse, che rientrano tra le professioni non organizzate in ordini (Legge 4/2013) e non possono svolgere attività riservate agli psicologi. Io sono psicologo iscritto all'Albo e ho anche una formazione da counselor e coach.
La ricerca indica che, tra approcci seri e strutturati, le differenze nei risultati sono in genere piccole. Contano di più la relazione con il professionista e il fatto che il modo di lavorare abbia senso per te.
Spesso già dai primi incontri si ha un'idea di quanto ci si senta ascoltati e a proprio agio. Dopo qualche colloquio è utile fare il punto insieme su come sta andando.
Riferimenti
bibliografici
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Legge 18 febbraio 1989, n. 56. Ordinamento della professione di psicologo, artt. 1–3. — Chi è lo psicologo, l'iscrizione all'Albo e i requisiti per la psicoterapia.
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Wampold, B. E. (2015). How important are the common factors in psychotherapy? An update. World Psychiatry, 14(3), 270–277. — Relazione, empatia, aspettative e differenze tra professionisti.
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Wampold, B. E., & Imel, Z. E. (2015). The Great Psychotherapy Debate: The Evidence for What Makes Psychotherapy Work (2ª ed.). Routledge, New York. — Il confronto tra approcci e il peso dei fattori comuni.
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Norcross, J. C., & Lambert, M. J. (2018). Psychotherapy relationships that work III. Psychotherapy, 55(4), 303–315. — La relazione come ingrediente attivo dei percorsi psicologici.
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Flückiger, C., Del Re, A. C., Wampold, B. E., & Horvath, A. O. (2018). The alliance in adult psychotherapy: A meta-analytic synthesis. Psychotherapy, 55(4), 316–340. — Alleanza di lavoro e risultati.
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Swift, J. K., Callahan, J. L., Cooper, M., & Parkin, S. R. (2018). The impact of accommodating client preference in psychotherapy: A meta-analysis. Journal of Clinical Psychology, 74(11), 1924–1937. — Il ruolo delle preferenze della persona.
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Legge 14 gennaio 2013, n. 4. Disposizioni in materia di professioni non organizzate. — Il quadro di counselor, coach e altre professioni senza ordine.
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Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi (2023). Codice deontologico degli psicologi italiani, revisione in vigore dal 1° dicembre 2023. — Le regole che ogni psicologo iscritto è tenuto a rispettare.